living out of cases

domenica 22 settembre 2013

can a SMS take the place of words?

Avete mai pensato a un SMS come una via di fuga? Io sì.
Gli SMS, le chat o qualunque modo di parlare che non includa guardarsi negli occhi sono vie di fuga dalla paura.
Quale paura? Quella dell’espressione.
Per questo, ormai, le notizie, soprattutto quelle brutte, vengono comunicate tramite uno schermo “insensibile”, è decisamente più semplice osservare una chat che una persona.
Si pensa che parole scritte diano meno dolorose di parole orali. Ci si nasconde dietro la solita scusa del “glielo dico tramite messaggio per farlo/a soffrire di meno”, ma la realtà è che siamo tutti codardi.
Nessuno ha più il coraggio di dire in faccia le cose, di osservare la reazione dell’altro, vogliamo tutti levarci il peso di vedere la tristezza negli occhi della gente, forse ci sentiamo meno in colpa così. Non ci accorgiamo, però, che questo è un modo per lasciare l’altro solo nel suo dolore e lavarsene le mani.
Doppiamente codardi, e anche egoisti.
Stupido schermo insensibile, tasti privi di emozioni, risposte fredde, faccine che mascherano la realtà, “sto bene” scritto quando stai piangendo, “ti amo” scritto mentre la tradisci.
Ci nascondiamo dietro parole.
“tanto non può vedere cosa faccio veramente”, bello pensare questo, vero?
Facile imbrogliare usando solo delle lettere.
Eccolo il grande potere della tecnologia: imbrogliare giocando a nascondino.
Non voglio risultare pessimista o una disadattata sociale che odia tutto e tutti, ma semplicemente… beh, sì forse ho un particolare sentimento tendente al disprezzo verso le persone di oggi, ma credo che questa sia la realtà.
SMS, e-mail, chat possono anche essere utili: permettono la comunicazione a distanza, il che è una cosa davvero importante per chi non ha la possibilità di vedersi ogni giorno, ma non riesco a trovare altri lati positivi; forse non ce ne sono o forse non li voglio trovare.
Diventiamo sempre più freddi, non ci accorgiamo più di ciò che ci accade intorno tanto siamo concentrati a chattare.
Siamo ciechi, egoisti, codardi e freddi, e non facciamo nulla per migliorare, al contrario, andando avanti col tempo peggioriamo usando sempre di più quello schermo insensibile.
Ma non è brutto? Alla gente non mancano gli abbracci veri, i sorrisi che spuntano all’udire di belle parole o semplicemente il contatto fisico?
I rapporti si vanno solo rovinando, diventano più freddi, distaccati, divisi da una fittizia rete di messaggi.
Per quanto mi riguarda non sono brava a comunicare le mie emozioni, anzi a volte non le comunico e basta. Se mi serve uno sfogo getto parole su un foglio e poi quel foglio finisce nel disordine della mia stanza.

Odio le conversazioni importanti tramite cellulare, se ho bisogno di parlare con qualcuno lo faccio dal vivo, quell’individuo deve vedere la mia espressione mentre parlo e io devo vedere la sua. Se finisco in lacrime e mi serve un abbraccio o magari serve all’altro, devo avere la possibilità di poterlo dare o ricevere. Devo avere qualcuno davanti, qualcuno che mi ascolti, scrivere a uno schermo mi fa sentire sola, ed eccolo un altro difetto della tecnologia: la solitudine.

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